Chiesa Madonna di Loreto, Agerola

Chiesa Madonna di Loreto, Agerola

La suggestiva chiesa di Santa Maria di Loreto si erge ad Agerola, nella suggestiva frazione di Campora, in prossimità della maestosa Chiesa di San Michele Arcangelo. Quest’ultima è un’importante componente della Parrocchia San Martino Vescovo, inserita nella Diocesi di Amalfi – Cava De’ Tirreni.

Chiesa di Maria di Loreto, Agerola: storia

La Chiesa della Madonna di Loreto risale al 1730, ed è una chiesa primitiva dedicata a San Martino, il quale sorgeva nei pressi dell’attuale, fungendo da sede parrocchiale. Crollata nel XV secolo, lasciò il posto alla nuova chiesa fondata nel 1479 da Teodosio Acampora.

Probabilmente edificata sui resti di una precedente cappella dedicata a Santa Maria di Loreto, la nuova chiesa ne ereditò il titolo, come attestato da un atto del notaio Gabriele Acunto. Nello stesso anno sorse anche l’omonima confraternita.

Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, la cappella di sinistra si arricchì di affreschi raffiguranti scene della storia sacra.

Nel 1572, la chiesa fu visitata dal vescovo mons. C. Montilio che ne descrisse dettagliatamente la struttura e le caratteristiche. Tra il 1580 e il 1588, la chiesa subì una profonda trasformazione: ampliata per assumere il ruolo di sede parrocchiale, ereditò il titolo di San Martino dall’antica chiesa crollata, nota come “San Martino vetere”.

Nello stesso periodo fu eretto anche il campanile e, nel 1588, venne edificata la cappella di Santa Trofimena, arricchendo il complesso religioso.

All’inizio del Settecento, durante la visita pastorale del vescovo mons. M. Bologna, emerse lo stato di degrado della chiesa. Per ovviare a tale situazione, furono demoliti alcuni altari deteriorati.

Tra il 1769 e il 1772, un intervento di ristrutturazione voluto dall’arcivescovo mons. A. Puoti conferì alla chiesa un nuovo splendore. Furono infatti realizzati stucchi in stile barocco e un pregiato pavimento in ceramica, arricchendo ulteriormente l’edificio.

Tuttavia, nel 1858 un fulmine colpì la chiesa causando ingenti danni. Il campanile crollò e le strutture ne risentirono pesantemente. Si rese quindi necessario un intervento di restauro per ripristinare l’integrità dell’edificio.

Nel 1942, la sede parrocchiale di San Martino fu trasferita presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Da allora, la chiesa di Santa Maria di Loreto è rimasta sotto la gestione della confraternita Monte dei Morti.

Nel 1954, la chiesa subì un primo intervento di restauro che comportò la sostituzione quasi completa del pavimento ceramico antico.

In seguito al terremoto del 1980, che provocò notevoli danni all’edificio, si resero necessari lavori di restauro e consolidamento. Furono riparati la facciata e il tetto, sostituendo la struttura originaria in legno con una in ferro ancorata ad un cordolo in calcestruzzo armato.

La grande tela della soffitta fu rimossa per consentire i lavori e gli affreschi della cappella di sinistra vennero restaurati. Questi interventi si sono sviluppati in diverse fasi, tra il 1987 e il 1999.

Chiesa di Santa Maria di Loreto, Agerola: descrizione della chiesa 

La chiesa Madonna di Loreto di Agerola, presenta una struttura a pianta longitudinale, caratterizzata da un’unica navata e da un ampio presbiterio absidale. L’ingresso principale, posto al centro della facciata, conduce direttamente all’interno dell’edificio.

Il presbiterio, leggermente rialzato rispetto al piano di calpestio della navata, ospita l’antico altare, preceduto da una scalinata e da una predella. Gli angoli dell’aula sono arrotondati e le pareti laterali sono scandite da nicchie, alcune delle quali accolgono piccole cappelle con altari in muratura.

Sulla parete sinistra, in prossimità del presbiterio, si trova una cappella di grandi dimensioni dotata di altare marmoreo e di un passaggio che conduce alla sacrestia. Sul lato opposto, una cappella più profonda è collegata a uno spazio rettangolare aggiuntivo.

La facciata della chiesa di Santa Maria di Loreto di Agerola, si distingue per la sua semplicità e lo stile a capanna. Al centro si apre un portale piatto, sormontato da un’elegante finestra vaccariana e da un oculo posto più in alto. Il tetto culmina con una doppia falda.

Il campanile, situato leggermente sporgente sulla destra, delimita il lato destro della facciata, mentre il lato sinistro si raccorda con un altro edificio. Una cornice semplice in intonaco colorato corre lungo i bordi della facciata, la cui superficie è rivestita da un intonaco civile nei toni del bianco e del giallo chiaro.

Il campanile, situato sul lato sinistro della facciata in prossimità della sacrestia, presenta una base quadrata e si articola in quattro sezioni, di cui solo le ultime due completamente aperte. Su ogni lato si aprono cornici in intonaco colorato e monofore, alcune delle quali a scopo decorativo. Il quarto livello, di forma ottagonale irregolare, culmina in un piccolo tetto a piramide. La superficie è rifinita con lo stesso intonaco della facciata.

Il tetto della chiesa è realizzato con una struttura metallica a vista, coperta da pannelli orizzontali decorati. Il sacello absidale vanta un soffitto a botte con finestre semicircolari, mentre l’abside è coperta da una semicupola. La sacrestia presenta un soffitto a volta semicircolare, mentre la cappella laterale è coperta da un soffitto a botte. Il tetto della chiesa ha una forma a padiglione a tre falde, con ulteriori falde più piccole che si innestano su di esso. Il pavimento attuale è in cotto uniforme, con una striscia decorativa sul lato.

La chiesa si caratterizza per uno stile sobrio ed elegante, con chiare influenze barocche. Queste influenze sono particolarmente evidenti negli ornamenti delicati e negli stucchi che decorano le pareti, soprattutto nell’area absidale.

Le pareti sono dipinte con un intonaco semplice, nei toni del bianco e del giallo paglierino. Nell’abside si trova un pregevole altare marmoreo, impreziosito da stucchi e sovrastato da un dipinto. La cappella di sinistra custodisce affreschi antichi raffiguranti storie religiose.

Il soffitto della chiesa, in passato ospitava un grande dipinto del Mozzillo, che attualmente è stato rimosso. La sacrestia, ambiente rettangolare situato tra il campanile e la cappella laterale, è collegata sia all’interno della chiesa (attraverso la cappella) sia all’esterno.

La chiesa presenta una struttura in muratura, rinforzata nella parte superiore da un cordolo in cemento. L’interno è caratterizzato da una combinazione di elementi architettonici quali archi e volte di diverse tipologie, insieme a un soffitto piano in ferro. Il tetto è realizzato con una struttura mista in legno e ferro.

Davanti alla facciata non vi è un cortile, ma il portale si apre direttamente sulla pubblica via, con alcuni gradini che conducono all’ingresso. Sul lato destro della chiesa si trova una piccola piazza quadrata, adibita in parte a parcheggio e in parte a verde alberato. Da quest’area laterale si accede alla sacrestia.

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